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Il Coronavirus si trasmette attraverso il cibo? E cos’è?

Premetto che io non sono né un medico né un virologo. Sono una biologa e ho studiato i Coronavirus all’università (sigh… parecchi anni fa). Così ho ripreso il mio libro e mi sono rinfrescata un pò la memoria, sicura di leggere da una fonte attendibile. Provo a raccontarvi qualcosa anche io, nel modo più semplice possibile:
Chi sono questi “esseri” e come si comportano? E si trasmettono attraverso gli alimenti?
Per avere informazioni complete (e soprattutto affidabili) sul Coronavirus, vi raccomando comunque di andare sul sito del Ministero della Salute.

Cosa sono i Coronavirus?

Su tutti i giornali si sente parlare del Coronavirus. Ma in realtà ce n’è di tanti tipi, o meglio di tanti ceppi. I Coronavirus sono una delle numerose Famiglie di virus che si trovano elencate sui libri che parlano di microbi (e infatti la materia si chiama Micro-bio-logia). A pagina 961 del libro di Giorgio Cavallo (Compendio di Microbiologia) che ho studiato io all’università li ho ritrovati. Isolati per la prima volta negli anni ’60, i Coronavirus non sono quindi qualcosa di nuovo: esistono da sempre; tuttavia il ceppo che gira in questo periodo non era mai stato isolato prima, ed è stato chiamato SARS-CoV-2 (“Sindrome respiratoria acuta grave coronavirus 2”) e la malattia di cui è responsabile si chiama COVID-19 (dove “CO” sta per corona, “VI” per virus, “D” per disease e “19” indica l’anno in cui si è manifestata).

microbiologia

Cos’è un virus?

Un virus è più piccolo di una cellula e non è una cellula. E’ una struttura subcellulare, cioè un’entità vivente che ha al suo interno un pezzo di DNA (quello che compone i cromosomi umani) oppure di RNA (un’altra molecola che noi esseri umani riusciamo a ottenere a partire dal DNA, tramite un processo che avviene nelle nostre cellule). Il DNA o l’RNA nei virus è del materiale genetico che serve a produrre ciò che di cui l’essere vivente ha bisogno per sopravvivere. Proprio come succede nell’uomo: pensate che nel nostro corpo ogni cellula, tranne qualche rara eccezione, ha il DNA all’interno, nei cromosomi.

Come fanno i virus a riprodursi?

Anche loro, come tutti gli esseri viventi, hanno l’istinto di sopravvivenza. Ma i virus per riprodursi non hanno bisogno di trovare un loro simile. Loro hanno bisogno di una cellula vivente (e loro, lo abbiamo detto prima, non sono cellule). A seconda dei virus, le cellule viventi di cui hanno bisogno per riprodursi possono essere dei batteri, delle piante, degli animali oppure l’Uomo. Il virus penetra nella cellula vivente e la sfrutta per moltiplicarsi, impiegando “gli attrezzi di lavoro” che la cellula usa normalmente per le sue funzioni vitali (un po’ come se voi voleste costruire qualcosa in casa, ma non aveste il cacciavite. E lo rubaste al vicino di casa). La cellula “ospite” così è costretta a lavorare per il virus invece che a lavorare per le sue normali funzioni. E’ una sorta di schiavitù. Una volta che il virus si è moltiplicato in quella cellula, anche altre cellule viventi saranno infettate da nuovi virus neoformati e così via.

Perché i Coronavirus si chiamano così?

I Coronavirus sono una categoria di virus a RNA. Queste “entità” sono ricoperte da un involucro composto per lo più da molecole di lipidi (grassi), che tutti insieme creano una forma di corona. Il tutto ovviamente è minuscolo, microscopico, ed è visibile solo con un potentissimo microscopio.

coronavirus

Cosa succede se un Coronavirus infetta l’Uomo?

Sempre a pagina 961 del mio vecchio libro di microbiologia, leggo che i Coronavirus sono responsabili di infezioni alle vie respiratorie superiori. In particolare, sono i responsabili del comune raffreddore. In qualche caso possono causare malattie più importanti, tra cui la polmonite. Come succede per tutte le malattie del mondo, il cosiddetto “ospite” che riceve la visita dell’”invasore”, forma degli anticorpi per difendersi.

Quanti tipi di Coronavirus ci sono e abbiamo degli anticorpi per combatterlo?

Ci sono tanti tipi di Coronavirus e ognuno di loro fa produrre nell’organismo “ospite” (uomo o animale) degli anticorpi, che servono a distruggerlo. Così, se in passato abbiamo avuto già contatto con un certo ceppo di Coronavirus, avremo gli anticorpi per quel ceppo di Coronavirus, ma non per altri tipi di Coronavirus. Quello presente ora, è un Coronavirus nuovo (come è successo tante altre volte nella storia) e quindi nessuno ha gli anticorpi. Per informazioni sull’evoluzione della vicenda in Italia e nel mondo andate su Epicentro.

Gli animali domestici possono attaccare all’Uomo il Coronavirus?

Sembra che normalmente questo non succeda. Come dicevo prima, ogni virus ha il suo “ospite” preferito.

Gli alimenti possono essere una fonte di trasmissione del Coronavirus?

No, lo dice anche il Ministero della Salute. Normalmente le malattie respiratorie non si trasmettono con gli alimenti, che comunque devono essere manipolati rispettando le buone pratiche igieniche. Si consiglia comunque, sempre sul sito del Ministero della Salute, di evitare il contatto tra alimenti crudi e alimenti cotti. Posso dirvi che i virus vengono distrutti con il calore. Quindi, se volete stare più tranquilli potete cuocere gli alimenti invece che mangiarli crudi, sempre però ricordando che il realtà i Coronavirus non si trasmettono attraverso gli alimenti. Altri virus invece si trasmettono attraverso gli alimenti (ad esempio il virus dell’epatite A si trasmette attraverso gli alimenti), ma non il Coronavirus. Se mangiate verdura e frutta cruda, lavatela con un prodotto a base di cloro. La cosa più importante è lavarsi le mani accuratamente prima di mangiare. Trovate le modalità sempre sul sito del Ministero della Salute.

Vi rimando comunque al paragrafo sotto, dove si parla di quanto sopravvive il Coronavirus al di fuori delle cellule umane. Ricordate quindi di detergere o disinfettare il più possibile anche le confezioni degli alimenti (è una raccomandazione del virologo Roberto Burioni)

Ma se si tocca un oggetto che ha toccato poco prima una persona infetta dal Coronavirus, cosa succede?

Nei primi giorni in cui è scattata l’emergenza, non si avevano dati certi su quanto il virus sopravvivesse sulle superfici, ossia fuori dalle cellule “ospiti”. Sono state fatte successivamente delle prove in laboratorio e ci sono dei dati interessanti (e non molto rassicuranti) per quanto riguarda il tempo di abbattimento completo dell’infettività. In un articolo che riporta un’intervista al virologo Roberto Burioni, si legge che i tempi di abbattimento completo dell’infettività del nuovo Coronavirus sono questi:

– Rame: 4 ore
– Cartone: 1 giorno
– Acciaio: 2 giorni
– Plastica: 3 giorni

Il che significa che se portiamo a casa delle confezioni è bene disinfettarle o almeno detergerle. E che anche le suole delle scarpe con cui siamo usciti potrebbero portare con sé il virus. E’ consigliato non entrare in casa con le scarpe con cui si è stati fuori.
In ogni caso vale sempre la norma più importante sempre ricordata: lavarsi le mani frequentemente, specialmente dopo essere stati il locali pubblici, e non toccarsi la bocca o il naso con le mani sporche. Si tratta di buone norme che comunque vanno sempre tenute a mente, anche quando non c’è un’emergenza come in questi giorni.

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