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Qual’è la differenza tra allergia e intolleranza?

Sicuri di non poter mangiare qualcosa?

Sia per le allergie che per le intolleranze è necessario evitare certi tipi di alimenti. Ma qualche volta si può pensare di avere un’allergia o un’intolleranza mentre in realtà le cause del malessere possono essere di un’altra natura. Io proverò intanto a fare una sintesi delle principali differenze tra allergia e intolleranza. In ogni caso, se scoprite di aver qualche problema con uno o più ingredienti che pensavate fossero indispensabili, niente paura! Con la Cuoca Insolita molto probabilmente troverete una soluzione. Ecco cosa ho pensato per voi.

Come ho pensato di aiutarvi dal punto di vista pratico?

In tutte le mie ricette, sia del blog che di quelle che faremo ai mei corsi di cucina trovate sempre la tabella degli allergeni, dove sono elencati tutti gli allergeni presenti! Curiosando sul mio blog, scoprirete che si può fare una crostata di pasta frolla e crema pasticcera senza latte di mucca, senza glutine e senza burro, delle polpette senza uova o una frittura senza glutine!
Se avete un alimento da escludere, andate alla pagina delle ricette insolite, trovate sulla desta una sezione che si chiama “Trova la tua ricetta”: quindi potrete filtrare la vostra ricerca escludendo l’allergene di vostro interesse.
E ora vediamo qualche informazione pratica per distinguere un’allergia da una intolleranza. E’ importante conoscere le differenze e scopriremo perché!

Come si riconosce un’allergia?

Le allergie alimentari interessano circa il 7% dei bambini sotto ai 3 anni e il 4% circa degli adulti.

In queste persone succede che il sistema immunitario scatena contro una componente di un alimento (chiamata allergene) che abbiamo mangiato una reazione avversa. In pratica il corpo considera “estranea” questa componente dell’alimento e scatena una reazione simile a quella che si può verificare quando si viene a contatto con un virus o un batterio. Il sistema immunitario quindi in questi casi produce, tramite delle cellule speciali presenti nel sangue chiamate linfociti B, un particolare tipo di anticorpi, le immunoglobuline di tipo E (Ig E). Le Ig E si fissano su altre cellule del sistema immunitario, i mastociti.

A questo punto, se si entra a contatto nuovamente con quell’alimento che aveva scatenato (anche molto tempo prima) la produzione di quelle specifiche Ig E contro quel determinato allergene (quello che aveva riconosciuto come un “estraneo”), i mastociti che hanno legati su di sé quelle Ig E iniziano a produrre e liberare istamina, una sostanza che determina una reazione visibile nell’arco di pochissimi minuti: prurito, gonfiore, difficoltà respiratorie, disturbi gastrointestinali. Questa è la manifestazione visibile dell’allergia.

Quì sotto ho messo un disegno che secondo me è fatto bene. Immaginate però che. al posto di un polline, ci sia un alimento come responsabile dell’allergia (ma per i pollini succede la stessa cosa).

allergie

A volte la reazione può essere così intensa da causare il cosiddetto shock anafilattico, che può anche portare alla morte. L’entità dell’allergia non è dipendente dalla quantità di alimento ingerito: ne basta anche una piccolissima quantità.

Quali sono i principali alimenti responsabili di allergie?

A livello europeo, vengono riconosciuti 14 gruppi di allergeni (Reg. CE 1169 del 2011), considerati tra i più comuni responsabili di allergie:
1. Cereali contenenti glutine, cioè: grano, segale, orzo, avena, farro, kamut o i loro ceppi ibridati e prodotti derivati, tranne:
a) sciroppi di glucosio a base di grano, incluso destrosio;
b) maltodestrine a base di grano;
c) sciroppi di glucosio a base di orzo;
d) cereali utilizzati per la fabbricazione di distillati alcolici, incluso l’alcol etilico di origine agricola.
2. Crostacei e prodotti a base di crostacei.
3. Uova e prodotti a base di uova.
4. Pesce e prodotti a base di pesce, tranne:
a) gelatina di pesce utilizzata come supporto per preparati di vitamine o carotenoidi;
b) gelatina o colla di pesce utilizzata come chiarificante nella birra e nel vino.
5. Arachidi e prodotti a base di arachidi.
6. Soia e prodotti a base di soia, tranne:
a) olio e grasso di soia raffinato;
b) tocoferoli misti naturali (E306), tocoferolo D-¬alfa naturale, tocoferolo acetato D-¬alfa naturale, tocoferolo succinato D-¬alfa naturale a base di soia;
c) oli vegetali derivati da fitosteroli e fitosteroli esteri a base di soia;
d) estere di stanolo vegetale prodotto da steroli di olio vegetale a base di soia.
7. Latte e prodotti a base di latte (incluso lattosio), tranne:
a) siero di latte utilizzato per la fabbricazione di distillati alcolici, incluso l’alcol etilico di origine agricola;
b) lattiolo.
8. Frutta a guscio, vale a dire: mandorle (Amygdalus communis L.), nocciole (Corylus avellana), noci (Juglans regia), noci di acagiù (Anacardium occidentale), noci di pecan [Carya illinoinensis (Wangenh.) K. Koch], noci del Brasile (Bertholletia excelsa), pistacchi (Pistacia vera), noci macadamia o noci del Queensland (Macadamia ternifolia), e i loro prodotti, tranne per la frutta a guscio utilizzata per la fabbricazione di distillati alcolici, incluso l’alcol etilico di origine agricola.
9. Sedano e prodotti a base di sedano.
10. Senape e prodotti a base di senape.
11. Semi di sesamo e prodotti a base di semi di sesamo.
12. Anidride solforosa e solfiti in concentrazioni superiori a 10 mg/kg o 10 mg/litro in termini di SO 2 totale da calcolarsi per i prodotti così come proposti pronti al consumo o ricostituiti conformemente alle istruzioni dei fabbricanti.
13. Lupini e prodotti a base di lupini.
14. Molluschi e prodotti a base di molluschi.

 

uovosedano

 

La presenza di questi allergeni deve essere obbligatoriamente segnalata in modo chiaro nei menù dei ristoranti, bar, mense e su tutte le etichette dei prodotti confezionati.

Si può essere allergici a qualche alimento anche se non compreso tra i 14 riconosciuti?

Certo! Esistono allergie anche ad altri alimenti, non compresi nell’elenco sopra, che tuttavia non sono così frequenti; a livello normativo questi alimenti non devono essere segnalati nei menù e nelle etichette, creando grossi disagi ai consumatori allergici.

Come si riconosce un’intolleranza?

Le intolleranze alimentari, a differenza delle allergie, non coinvolgono il sistema immunitario e sono dipendenti dalla quantità di cibo ingerito: sono delle manifestazioni di malessere, più o meno intenso, che si esprimono o subito dopo aver mangiato o anche dopo diversi giorni.

Possono causati da diversi fattori, per esempio:
– Ingestione di sostanze ad attività farmacologica (ad esempio l’istamina o la caffeina)
– Incapacità del nostro organismo di metabolizzare alcune componenti del cibo (ad esempio, l’intolleranza al lattosio, che riguarda dal 10% al 30% della popolazione in Europa a seconda del Paese, è dovuta alla mancanza di un enzima digestivo, la lattasi, che normalmente dovrebbe essere prodotta nel duodeno per digerire questo zucchero. In mancanza di questo enzima il lattosio non digerito passa all’intestino crasso dando disturbi gastro-intestinali).
– Additivi alimentari (esaltatori di sapidità, dolcificanti, conservanti)
Le intolleranze in alcuni casi possono avere una base ereditaria, ma spesso sono invece causate da altri fattori come stress, alimentazione non equilibrata, malattie e alterazioni della flora batterica intestinale.

La celiachia è un’allergia o una intolleranza?

Per questo argomento cliccate quì.

Alla fine qual è la conclusione?

In conclusione potrei dirvi che in caso di un malessere, è sempre meglio consultare il medico e fare dei test specifici. Anche se a volte si è proprio sicuri nella autodiagnosi, meglio approfondire. In caso di allergie poi, il medico può anche essere d’aiuto per dare indicazioni su come comportarsi in caso di manifestazioni gravi, specialmente per quanto riguarda le allergie.
E mi piace dirlo ancora una volta: non lasciatevi mai abbattere se scoprite di dover eliminare qualche ingrediente! C’è sempre una soluzione!! Parola della Cuoca Insolita.

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